"[…] la mia malattia della lettura mi arrecò piuttosto rimproveri e disprezzo:
“Non fa mai niente. Continua a leggere”.
“D’altro non sa far niente”.
“È l’occupazione più inattiva che ci sia”.
“È pigrizia”.
E, soprattutto: “Legge, invece di…”
Invece di cosa?
“Ci sono tante di quelle cose più utili, non è vero?”
Ancora adesso, di mattina, quando la casa si svuota e tutti i vicini vanno al lavoro, mi sento un po’ in colpa per il fatto di mettermi al tavolo della cucina a leggere i giornali per ore e ore, invece di…di fare le pulizie, di lavare i piatti della sera prima, di andare a fare la spesa, di lavare e stirare i panni, di fare la marmellata o delle torte…
E soprattutto, soprattutto! Invece di scrivere."